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venerdì 26 febbraio 2010

Homo homini pitbull


Non siamo razzisti perché l'italia è invasa dagli stranieri.
Siamo razzisti perché gli stranieri che c'invadono sono POVERI (e non sono scandinavi, aggiungerei).

Ovvero:
questo libro è un gioiellino.
E adesso è corsa all'approvigionamento di tutti gli altri libri scritti da Tommaso Labranca, non si sfugge... o la Belva Pargolo mi nasce con una voglia a forma di rumeno in fronte!

p.s.
Su FB a presto il Totonome: se maschio, propongo Tommaso, se femmina è ovvio: Labranca.
Labranca Bonci.
Con questo nome minimo la Belva mi diventa un personaggione di successo, tipo:
1. Serial Killer di veline e nel contempo giornalista d'assalto e un po' zozza al fianco di Marco Travagghio e soci;
2.Ladra gentildonna che ruba agli stronzi per dare ai giusti;
3.Candidata al PDL - DC (Popolo delle Libertà - Di Costume), il che farà di me una nouvelle Annamaria Franzoni, ça va sans dire... meglio assassina, ladra o puttana, ma berlusconiana giammai - ah, sono sinonimi, dite? cazzarola, come la mettiamo?
4. Sto andando fuori tema. Il libro. Labranca. Leggetelo. Non è un ordine: è un mantra.

sabato 11 aprile 2009

Le gaye recensioni di Olga: David Sedaris


"C'erano forti possibilità che non possedessi il minimo talento artistico. Affrontando quella dura realtà forse avrei potuto farmene una ragione e andare avanti. Chissà, magari avrei imparato un mestiere e un giorno sarei stato fiero della mia perizia nel posare tegole o riparare carrozzerie ammaccate. Dopotutto che male c'era a fare un lavoro manuale, tornare a casa la sera, bersi un bel bicchierone d'acqua ghiacciata e godersi la soddisfazione di aver rallegrato il pomeriggio di un automobilista restituendogli un parafango impeccabile? Un sacco di persone si guadagnavano da vivere così. Magari non leggevi i loro nomi sui giornali, eppure anche loro esistevano, giorno dopo giorno, e facevano del loro meglio. Oppure, meglio ancora! Decisi - alla tenera età di ventisette anni - di tornare all'accademia d'arte. Lì di droghe ne avrebbero avute un sacco."

"Afferrai le parti salienti del flusso di parole trasmesso da Hugh, e capii che il mio primo obiettivo era fare di lui il mio fidanzato, estorcendogli un impegno con l'inganno, o al limite col ricatto. So che posso sembrare calcolatore, ma se uno non è bello tanto vale che si faccia furbo.
Al fine di ottenere ciò che voglio, mi è utile fingere di essere il personaggio di una soap opera pomeridiana, nella fattispecie un macchinatore intrigante. I personaggi delle soap fanno affermazioni enfatiche. Stringono i pugni e annunciano i loro obiettivi ad alta voce: " Io distruggerò le Buchanan Enterprises!". "Phoebe Wallingford pagherà per quello che ha fatto alla nostra famiglia!"
Rientrando in casa con metà della scala da tre metri e mezzo, mi voltai verso il loft di Hugh.
"Tu sarai mio!" esclamai.
(D. Sedaris, Me parlare bello un giorno)

Esilarante, divertente, ironico, cinico e non una parola fuori posto.
David, maledetto! tu che possiedi lo stile e il talento che vorrei fossero miei , a te va tutta la mia invidia e il mio rancore, per colpa tua qua su questo post ora vomito la mia bile e rivelo quindi la mia grettezza e piccolezza d'animo, e mentre mi accingo ad inginocchiarmi nel centro della mia stanza dopo aver acceso grosse candele nere; dopo aver disegnato col gessetto un pentacolo e aver sparpagliato attorno a me le viscere ancora calde dei miei 3 orridi felini, nell'ottica di un imminente dialogo col Maligno che possa darmi il tuo talento in cambio della mia anima sporca come la coscienza di un politico italiano a caso, eccomi a dichiararti il mio incommensurato e incondizionato amore.
E grazie all'amico che me l'ha consigliato, rammentandomi - ma non sarebbe necessario - che fortuna ho ad avere al mio fianco amici come lui.

voglio quindi regalarvi un po' di Sedaris, con il consiglio: leggetelo il prima possibile!
Fate entrare la leggerezza e il sorriso lieve e quasi trasparente di una scrittura che è un vero e proprio esorcismo contro certi oscuri "demoni" che ...ops! a proposito di demoni, scusate, ma il Maligno è testé apparso al mio cospetto. E sta brutto far attendere gli ospiti.
Ciao, Sà...Prego, figurati... sì, ecco: avevo una proposta da farti... io pensavo che noi due potevamo metterci d'acc......

lunedì 16 marzo 2009

le improbabili recensioni di Olga - AA.VV.

Sto leggendo un libro formidabile. Una lettura lenta, frammentata nel tempo, a volte solo poche righe. Certo, impiegherò tempo a finirlo, visto che si tratta di un libro monumentale e impegnativo, altamente ricco di informazioni, dettagli rigorosi e cifre. Non si spaventino i lettori, non è comunque necessario tenere a mente tutto, l’autore sembra anzi suggerirci di soffermarci solo su quei personaggi e quei luoghi con i quali sentiamo di avere un legame. E ci ammonisce di leggere senza fretta e di ponderare ogni minimo particolare, concedendoci la libertà di decidere se arrivare alla fine oppure no.

Lo stile è rigoroso, asciutto, nessuna ridondanza e questo facilita la lettura. Dovrebbe far felici tutti coloro che non amano l’accumulo di aggettivi e avverbi. Ma, nonostante il minimalismo asciutto della prosa, questo libro dipinge un affresco più che realistico della vita umana, vita che qui si esplica in migliaia di personaggi, tutti unici e ben definiti nelle loro identità, nei loro luoghi di appartenenza, finanche nelle loro professioni. Parecchi di loro, tuttavia, rimangono enigmatici e sconosciuti fino alla fine, alcuni abbiamo modo di conoscerli ad una successiva serie di riletture.

Non vi è morale o insegnamento da trarre, in quest’opera, l’autore non esprime giudizi e il lettore stesso, alla fine, si sente chiamato a rispettare questa impostazione, senza peraltro sforzo alcuno.

L’autore, a me ancora sconosciuto, sebbene abbia già scritto altri volumi di questa saga infinita, sta per preparare un altro libro, un altro capitolo ricco di cambiamenti, colpi di scena che vedono alcuni personaggi sparire di colpo, senza spiegazioni, e nuovi fare capolino, inaspettati. Personaggi che sembrano vecchi, vecchissimi, la loro presenza immutata su queste pagine, e personaggi nuovi, giovani, che durano lo spazio di un anno al massimo, per poi sparire misteriosamente. Alcuni di loro ci pare di conoscerli, ci suonano familiari, ma ecco che l’autore ci stupisce aggiungendo quel particolare in più che ignoravamo. Una continua scoperta, questo libro, riga dopo riga, pagina dopo pagina.

Perciò, continuerò a leggere questo libro, con la mente già rivolta a quello che sarà il prossimo capitolo, il prossimo futuro che mi verrà svelato da quest’ immensa opera che non è altro che l’elenco del telefono.


[oggi avevo voglia di scrivere una clamorosa cazzata, eccomi accontentata]

martedì 17 febbraio 2009

Le inutili recensioni di Olga/2 - Jonathan Coe



Tre libri in una settimana, e poi mi lamento del calo di vista che mi ha portato due sere fa a dare una sòla a Hugh Jackman, dopo averlo scambiato per Calderoli... brava, Olga!
J. Coe ci sa fare, mi ha conquistata per una sua caratteristica: riesce ad essere contemporaneamente ironico e disperato, triste e sereno, feroce e giocoso. In più, ogni romanzo è pervaso dal tipico humour inglese per il quale vado pazza..
Questo è scrivere, questa è la seconda cosa più bella* che un uomo può fare: farti emozionare e farti godere della mescolanza di sentimenti ed emozioni in contrasto tra loro. Coe è il mio parrucchiere: raccoglie delicatamente i miei capelli e li divide in tre parti uguali per farne una lunga treccia. La prima ciocca, la società: la violenza, la crisi economica, la guerra, la politica, l'economia, le speculazioni, l'ingiustizia. La seconda, l'uomo: l'amicizia, l'amore - spesso tradito, offeso, rifiutato, ambiguo - la famiglia, il lutto, il dubbio, la tristezza, la serenità ignorata, l'ignoranza, l'ingiustizia. La terza, io: la pesante tristezza, la malinconia, la sottile speranza, l'ironia, il sarcasmo, l'illusione, la delusione e l'ingiustizia.
E viene fuori una treccia perfetta. Non un capello fuori posto.
C'è tutto in questi 3 romanzi (il mio preferito è comunque il primo, La banda dei brocchi) scusate se è poco... e adesso basta, a furia di leggere ho gli occhi cerulei di un cieco, non distinguo più niente, ad esempio ora non riesco a focalizzare questo mms che mi è arrivato... sembrerebbe Hugh Jackman vestito da salumiere che sventola l'uccello di fronte a due bei moracchioni, cos'è un trailer porno? Ah, no, sto mettendo a fuoco meglio: è Calderoli che brandisce un ciauscolo davanti a due musulmani.
Leggere troppo fa male...
Coe, vaffanculo, geniaccio!


(* la prima cosa bella che un uomo potrebbe fare è essere Hugh Jackman).

p.s.
e adesso chi ce l'ha il coraggio di leggere Amore 14? Eppure, devo farlo. Devo carpire il segreto per poter sfondare, cazzarola. Moccia, illuminami!