


“Mi era sempre sembrato un po’ assurdo che Amleto, con tutti i suoi dubbi paralizzanti su tutto, non avesse mai messo in dubbio la realtà del fantasma.” (D.F.Wallace, Infinite Jest)
Gente che non si lava, battute che non fanno ridere, boscaglia bella, per carità, ma che dopo due ore inizia a svangare i cosiddetti, schioppettate secche, gente che schiatta senza il pathos evocativo /annunciativo/ preparafazzoletto del filmone che si rispetti, uomini decisamente brutti e sudati, frasone ad effetto tipiche del fanatico integralista invasato (ogni rivoluzionario è fanatico di qualcosa, sennò dove troverebbe la forza di fare la rivoluzione?)... insomma, finalmente un film sul Che uomo, senza orpelli e ridondanze, un film la cui unica pecca risiede in una certa rilassatezza ritmica (ma è anche un pregio: la rivoluzione non s'è fatta in un giorno o - come dicono gli anglosassoni: Rome wasn' t built in a day, cazzo! - cazzo è una mia aggiunta, non l'hanno detto gli anglosassoni), pecca che ho comunque apprezzato, perché è chiaro che anche a far la rivoluzione ci si rompe un po' le palle, eh! Tutto il giorno nel bosco, senza lavarsi, le solite facce, i bar chiusi la sera, senza potersi neanche spaparacchiare sul divano a guardare la tele...
