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sabato 22 maggio 2010

I guess nothin' can last forever, forever no


Ho preso la mia prima vera sei corde comprata al discount la suonai fino a farmi sanguinare le dita era l'estate del '69 Io e alcuni compagni di scuola avevamo una band e suonavamo duro Jimmy se ne andò e Jody si sposò avrei dovuto sapere che non saremmo andati lontano... Oh, a guardarmi indietro ora quell'estate sembra durare per sempre e se avessi potuto scegliere sì, sarei rimasto lì per sempre quelli erano i più bei giorni della mia vita Non val la pena lamentarsi quando hai un lavoro da fare passavo le mie sere giù al Drive In e questo fu quando ti incontrai In piedi sulla veranda di tua madre mi dicesti che avresti aspettato per sempre Oh, e quando mi hai tenuto per mano sapevo che sarebbe stato adesso o mai più quelli erano i migliori giorni della mia vita là, in quell'estate del '69 Ragazzi, stavamo passando il tempo eravamo giovani e irrequieti avevamo bisogno di rilassarci Immagino che niente può durare per sempre per sempre, no E ora che i tempi stanno cambiando guardo tutte le cose arrivate e poi andate qualche volta quando suono quella vecchia sei corde penso a te e mi chiedo cosa sia andato storto... In piedi sulla veranda di tua madre mi dicesti che sarebbe durata per sempre Oh, e quando mi hai tenuto per mano Sapevo che sarebbe stato adesso o mai più quelli erano i migliori giorni della mia vita Là, nell'estate del '69 Era l'estate del '69 Sì, io e il mio tesoro nel '69

(Bryan Adams - Summer of '69)

Oggi riesco a sentirmi sola anche con un bimbo nella pancia
Oggi quell'estate del '69 è tutta qui, in un attimo
Oggi so che non è durata, non dura mai per sempre
Oggi dura un attimo ma a volte un attimo sembra durare per sempre

venerdì 30 aprile 2010

Is it far away or has it gone away?


"La persona depressa viveva un terribile e incessante dolore emotivo e l'impossibilità di esternare o tradurre in parole quel dolore era già una componente del dolore e un fattore che contribuiva al suo orrore di fondo."

(David Foster Wallace, La persona depressa, da: Brevi interviste con uomini schifosi)

venerdì 26 febbraio 2010

Homo homini pitbull


Non siamo razzisti perché l'italia è invasa dagli stranieri.
Siamo razzisti perché gli stranieri che c'invadono sono POVERI (e non sono scandinavi, aggiungerei).

Ovvero:
questo libro è un gioiellino.
E adesso è corsa all'approvigionamento di tutti gli altri libri scritti da Tommaso Labranca, non si sfugge... o la Belva Pargolo mi nasce con una voglia a forma di rumeno in fronte!

p.s.
Su FB a presto il Totonome: se maschio, propongo Tommaso, se femmina è ovvio: Labranca.
Labranca Bonci.
Con questo nome minimo la Belva mi diventa un personaggione di successo, tipo:
1. Serial Killer di veline e nel contempo giornalista d'assalto e un po' zozza al fianco di Marco Travagghio e soci;
2.Ladra gentildonna che ruba agli stronzi per dare ai giusti;
3.Candidata al PDL - DC (Popolo delle Libertà - Di Costume), il che farà di me una nouvelle Annamaria Franzoni, ça va sans dire... meglio assassina, ladra o puttana, ma berlusconiana giammai - ah, sono sinonimi, dite? cazzarola, come la mettiamo?
4. Sto andando fuori tema. Il libro. Labranca. Leggetelo. Non è un ordine: è un mantra.

giovedì 18 febbraio 2010

"Questa è acqua, questa è acqua"


Trascrizione del discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon college, 21 maggio 2005.

Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”
...

Ecco un’altra piccola storia istruttiva. Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska. Uno dei due tizi è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo sull’esistenza di Dio, con quell’intensità particolare che si stabilisce più o meno dopo la quarta birra. E l’ateo dice: “Guarda, non è che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e così ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato ‘Oh Dio, se c’è un Dio, mi sono perso nella tormenta, e morirò tra poco se tu non mi aiuterai’.” E a questo punto, nel bar, il credente guarda l’ateo con aria perplessa “Bene, allora adesso dovrai credere” dice, “sei o non sei ancora vivo?” E l’ateo, alzando gli occhi al cielo “Ma no, è successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di lì per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.”

...

Niente di questa roba è sulla morale o la religione o il dogma o sul grande problema della vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”

venerdì 6 novembre 2009

w la cohérence!


Sono uscita di casa con l'intento preciso di comprare l'ultima fatica di Daniele Luttazzi, La guerra civile fredda, pregustando col ghigno satanico dipinto sul volto le perle che avrei sicuramente scovato nel suo prezioso libro.
Quanto amo quest'uomo e quanto adoro il fatto che si sbudelli tutte le volte a dimostrare a questo popolo d'imbelli e d'ignoranti il vero e unico concetto di satira e il suo immenso potere.
Già m'immaginavo a sottolineare con la matita le frasi più suggestive, i passaggi fenomenali, a fare l'orecchio sulle pagine per poi copiarle sul blog o sul mio profilo di FB, a citare in giro freddure e lazzi "luttazzeschi" (esiste, questa parola? bah, ora sì).
Eccomi, sono arrivata.
Faccio il giro del supermercato et voilà,giungo nel reparto libri.
Vomito la colazione sull'ultimo Moccia e sgancio un rutto sulla fila dei romanzi a tema Vampiri-boni-che-seducono-fanciulle-pureecastemavogliosedentro/tuttodentrosìsìsì, faccio scendere una lacrima quando i miei occhi incontrano quelli di Vespa che sorride paraculo dalla copertina dell'ultima sua marchett...ops, fatica letteraria come se dicesse Yes, I can, Dio can!, getto un fazzoletto precedentemente scaccolato ad arte su un altro Moccia (Scusa ma ti chiamo tumore) e poi lo trovo.
Finalmente!
Saltello come la vispa Teresa verso la cassa fai da te, pago ed esco fischiettando con The Dome di Stephen King sottobraccio.

La solita coerente.

p.s.
No, è che non c'era neanche una copia del nuovo libro di Luttazzi. Ma domani lo scoverò e farò domanda affinché ne venga affissa una copia in tutti i luoghi pubblici al posto del tanto discusso crocifisso. Nel frattempo, Stephen King mi coccolerà sussurrandomi di una misteriosa cupola che porta morte e terrore in una tranquilla cittadina del Maine.
Cos'è, il solito libro sulla mafia? Eh, no, Steve!Eccheccazzo!
Scusa, io ti amo, ma vaffanculo! (ecco sfornato il prossimo titolo per Moccia, e tutto gratis, 'bbello...).

mercoledì 21 ottobre 2009

Favola della buonanotte- per- sempre

"La piccola vide un fiore e si avvicinò per coglierlo, ma scivolò sul vomito di una vecchia, una vecchia lurida e schifosa. Poi cadde in un nido di vipere che la morsicarono. Fatima - questo era il nome della piccola - corse al fiume per lavarsi le ferite, ma cadde nell'acqua che la trascinò tra le pale del mulino, sfracellandola. Il fiume divenne rosso, ma dallo spappolamento della piccola nacque Karman!, il mostro che veniva dalla galassia. Punto."
(Renato Pozzetto, Questo e quello, 1983)

Questa "favola" è contenuta in quel film mitico che è Questo e quello e che io vidi da ragazzina.. il tono di voce e il modo di fare di Pozzetto, mentre dettava l'allegra storiella alla moglie che batteva a macchina, mi fecero storcere dalle risate.. Eh, la mia comicità era molto più "ingenua" di adesso... almeno l'ho pensato fino a qualche minuto fa, perché nel rivedere questo filmato beccato per caso sul TuTubo, mi sono ritrovata a ridere come un'idiota e come la ragazzina che sono stata. E' che su certe cose non si cambia mai e alcune di esse mi permettono di constatare che - se gli anni passano - in certe cose rimango sempre uguale.
Quindi, è per questo che mi vien da piangere se penso che, siccome stasera la mia gatta Renée è morta, da domani mi tocca essere diversa.
In fondo, non sono passati tanti anni da quando sentii Pozzetto declamare la sua "favoletta" a quando strinsi nel palmo della mano una micina bianca e nera che scelsi, in mezzo ad altri micini, in virtù della sua bruttezza, conscia che nessuno l'avrebbe mai scelta tra altri gattini più belli di lei (nell'istante in cui la presi in mano, lei divenne la gattina più bella del mondo, ça va sans dire...).
Sembra esagerato, ma 21 anni e mezzo insieme... dopo 21 anni e mezzo mi tocca diventare un po' meno ragazzina.

21 anni e mezzo, non male per una gatta. Una gatta fuori dal comune.
Quindi, domani Renée verrà cremata e dal suo bruciacchiamento nascerà Karman!, il mostro che viene dalla galassia. Punto.

sabato 2 maggio 2009

My Moz is givin' me the caress I need


Lasciarsi pompare energia e allo stesso tempo farsi accarezzare da una musica struggente, da una voce malinconica e da un messaggio di triste resa che però nasconde il desiderio di una lotta inarrestabile, il tutto condito da un video che è un inno vegetariano, è la cosa più intelligente e sensata che oggi io possa fare.
E lo sto facendo.

Poi, stasera, come missione m'imporrò di trovare ovunque, in chiunque e a qualsiasi costo una traccia di ... una traccia di Moz.

EVERYDAY IS LIKE SUNDAY (click &listen to this masterpiece!!!!!!)

Trudging slowly over wet sand
Back to the bench where your clothes were stolen
This is the coastal town
That they forgot to close down
Armageddon - come Armageddon!
Come, Armageddon! Come!

Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey

Hide on the promenade
Etch a postcard :
"How I Dearly Wish I Was Not Here"
In the seaside town
...that they forgot to bomb
Come, Come, Come - nuclear bomb

Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey

Trudging back over pebbles and sand
And a strange dust lands on your hands
(And on your face...)
(On your face ...)
(On your face ...)
(On your face ...)

Everyday is like Sunday
"Win Yourself A Cheap Tray"
Share some greased tea with me
Everyday is silent and grey

mercoledì 8 aprile 2009

Saggezza della gazza

(disegno di Paul Trevillion)

"Non posso dire che non berrò mai più, ma quello che posso dire è che non ho bevuto oggi e che spero di non bere domani"
(Paul Gascoigne, su The Sun)

Dire mai più/per sempre è un modo certo per allontanarsi dalla possibilità di una felicità.