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martedì 14 settembre 2010

5 settembre


Ho scoperto cos'è il futuro, ho capito cos'è l'amore assoluto, ho compreso la magia della creazione, ho trovato la tana della felicità, ho pianto lacrime dal sapore mai sentito, ho riso con muscoli mai usati, ho urlato di un dolore immenso e magico, ho usato una forza che non credevo possibile, ma si sa com'è: quando hai a portata di mano la possibilità, forse unica, di trovare il senso della vita e con essa la felicità totale e disarmante, se ami te stessa più di ogni altra cosa, ecco che allunghi la mano e cogli il frutto della vita, della gioia irripetibile e della ragione di ogni cosa.

Eccoti qui, amore mio.

Non riesco a smettere di guardarti e carezzarti, non trattengo le lacrime quando dal seno sgorga il tuo cibo, non interrompo neanche un attimo il flusso costante di pensieri che mi scorrono nella mente e nel cuore, novello fiume nato nove mesi fa e ora in piena.

Non ho intenzione di smettere di essere felice e di fare felice te.

Ti amo.

Benvenuto, figlio mio.


[La beffa infinita è finalmente finita, chiudo il blog.

Ora tocca a te, a noi.

Apriamoci l'uno verso l'altra e apriamoci al mondo, che da millenni ti stava aspettando]

venerdì 28 agosto 2009

Larger than life

Bonci Boy & Tanzi Girl!!!

(questo, solo questo conta e fa la differenza quando tutto intorno è sofferenza)

sabato 6 giugno 2009

Le Tre Grazie

Grazie a te che ci sei.
Grazie a te, che mi hai accolto all'uscita dal lavoro ieri sera a braccia spalancate, un sorriso fenomenale e un brindisi a due per festeggiare l'arrivo di una "buona notizia"... (hehehehe).
Grazie a te, che fai sempre il tifo per me e che condividi con piacere anche le cose belle che ultimamente - come per miracolo - iniziano a fioccarmi addosso come neve fresca e leggera.
Grazie a te, che invece di lavorare mi scrivi parole di maliziosa e femminile complicità (se gli uomini leggessero ciò che le donne si scrivono in intimità... maturerebbero con un brivido sulla schiena!)
Grazie a te, che mi dedichi post che capiamo solo noi due perché così dev'essere, per ora.
Grazie a te che mi hai dato fiducia e mi hai dimostrato che le donne non sono tutte stronze/troie/rivali (avevo iniziato a nutrire qualche dubbio!).
Grazie a te, che mi hai fatto capire che se un uomo somiglia a te... è il mio uomo!
Grazie a te, che quando eri persa, facevi già vedere - nel fondo scuro dei tuoi occhi - che era solo questione di un attimo: non ti perdi mai e la luce torna sempre e quando torna...no, non la tieni tutta per te, ma la regali con gioia a chi ami.
Grazie per ieri, per l'altroieri e per tutti i momenti in crescendo da quando ci siamo conosciute.

Grazie a te, perché ci sei... oggi più di ieri.

Grazie a te, che quando hai la pulce irrequieta che ti cammina addosso, scrivi a me.
Grazie a te, che quando ti passa per la mente un pensiero bislacco, lo stendi su Word e me lo mandi d'impulso: le tue mail di una riga soltanto, i tuoi guizzi musicali, i tuoi fiotti di creatività, le tue battute: tutto per me.
Grazie a te che m'intasi la posta di bella e sconosciuta musica... quando accendo il pc, il primo pensiero è per te, il cervello rumoreggia come stomaco affamato nel leggere il tuo nome.
Grazie a te, che mi restituisci elevati all'ennesima potenza quegli stimoli che sento di volerti dare quando ho voglia di scrivere.
Grazie a te, che mi hai "innescato" Black Lisa.
Grazie a te, che sei legato a me per una "beffa"...
Grazie a te, che sai tacere e sai parlare al momento giusto.
Grazie a te, che lasci fuori tutto e tutti e ci sei a piccole dosi.
Grazie a te, che dai e non chiedi mai, a te darò senza nulla volere.
Grazie a te, che dai il vero valore all'espressione "take it easy".
Grazie a te, che sai usare la mia stessa (auto)ironia e fai pedalare il mio cervello a velocità inusitata.

Grazie a te, perché ci sei... lieve e lontano, unico e vicino.

Grazie a te, che sei stato testardo.
Grazie a te, che sei rimasto nell'ombra in attesa della fine della mia tempesta.
Grazie a te, che non spingi mai sull'acceleratore.
Grazie a te, che mi hai fatto del bene in silenzio, a mia insaputa.
Grazie a te, che quando ti sfuggo involontariamente, sei lì che annaspi con lo sguardo finché non mi ritrovi.
Grazie a te, che fai il duro pure per me, quando mi vedi fragile... e poi sciogli la tensione con un'immane cazzata!
Grazie a te, che fai il pagliaccio per farmi ridere quando ho lo sguardo scuro.
Grazie a te, che mi sorridi e mi lasci agire, osservandomi come fossi una farfalla di cristallo, le tue mani pronte a farmi da scudo ad ogni istante.
Grazie a te, che più mi conosci più mi vorresti conoscere, più mi trovi "pazza" e più ti affascino.
Grazie a te, che sei l'opposto del dubbio e del silenzio, dell'ambiguità e dell'egoismo.
Grazie a te, che vedi solo me (ed è di questo, dopotutto, che io ho bisogno. Di questo e di te).
Grazie a te, che agisci senza giri di parole.
Grazie a te, che sei cavaliere e io regina.

Grazie a te, perché ci sei... da poco, ma è solo un inizio.

mercoledì 27 maggio 2009

martedì 26 maggio 2009

Lucky


... Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente.
Sono contento di non essere ancora morto.
Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi
mi dico che sono un uomo fortunato.

Charles Bukowski, Musica per organi caldi (1983)

lunedì 25 maggio 2009

Il colmo

"Pensa se..."

Rido di me, rido per tutto quel che mi accade.
INFINITE JEST è anche (e soprattutto) questo!
Ma è un riso nuovo, un ridere diverso.
E' il suono del riso di una persona fortunata.

sabato 2 maggio 2009

My Moz is givin' me the caress I need


Lasciarsi pompare energia e allo stesso tempo farsi accarezzare da una musica struggente, da una voce malinconica e da un messaggio di triste resa che però nasconde il desiderio di una lotta inarrestabile, il tutto condito da un video che è un inno vegetariano, è la cosa più intelligente e sensata che oggi io possa fare.
E lo sto facendo.

Poi, stasera, come missione m'imporrò di trovare ovunque, in chiunque e a qualsiasi costo una traccia di ... una traccia di Moz.

EVERYDAY IS LIKE SUNDAY (click &listen to this masterpiece!!!!!!)

Trudging slowly over wet sand
Back to the bench where your clothes were stolen
This is the coastal town
That they forgot to close down
Armageddon - come Armageddon!
Come, Armageddon! Come!

Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey

Hide on the promenade
Etch a postcard :
"How I Dearly Wish I Was Not Here"
In the seaside town
...that they forgot to bomb
Come, Come, Come - nuclear bomb

Everyday is like Sunday
Everyday is silent and grey

Trudging back over pebbles and sand
And a strange dust lands on your hands
(And on your face...)
(On your face ...)
(On your face ...)
(On your face ...)

Everyday is like Sunday
"Win Yourself A Cheap Tray"
Share some greased tea with me
Everyday is silent and grey

domenica 26 aprile 2009

25/4:per tutti noi

(foto del mio collega S., grazie)

Di anni 20, operaio tornitore. Nato a Jesi (Ancona) il 1º gennaio 1924, ancora ragazzo iniziò a lavorare in una fabbrica di sedie per divenire poi un operaio tornitore. Dopo l’8 settembre 1943 contribuì alla costituzione dei primi nuclei armati della Resistenza locale entrando in una formazione di Poggio San Romualdo con il compito di trasformare la propria casa in una base d’appoggio per gli altri partigiani e un rifugio per sbandati e prigionieri alleati fuggiti dai vicini campi di prigionia. Nel gennaio 1944 fu sorpreso e catturato da una pattuglia tedesca, lungo la costa tra Porto San Giorgio e Porto Civitanova, mentre stava accompagnando alcuni piloti inglesi all’appuntamento con un sommergibile alleato inviato a prelevarli. Rinchiuso nel carcere di Macerata, Pasquinelli fu sottoposto a duri interrogatori durante i quali dichiarò orgogliosamente di essere «un partigiano combattente il fascismo». Per tale affermazione fu condannato a morte e fucilato il 3 aprile al campo di concentramento Sforzacosta dove, nel corso dello stesso mese sarebbero stati internati centinaia di giovani di Tolentino delle classi dal 1914 al 1926, renitenti alla leva della R.S.I. o alla chiamata al lavoro obbligatorio. Nel dopoguerra gli fu intitolata una via di Jesi, un Circolo ARCI e, nell’ambito delle iniziative del 60º anniversario della Liberazione, il campo sportivo Boario.
(doc. di E. Cavina)

mercoledì 22 aprile 2009

LUX!


Eccola, la risposta! Era a due passi da me e io, accecata da tanta luce, non l'avevo notata.... ma vaffanculo, Olga!
Take it easy e vaffanculo, Olga!

(Thanx)

lunedì 6 aprile 2009

Questo post non ha titolo, solo crepe.

"... ci stanno persino quelli che dicono “speriamo che non si metta a piovere”
ma cosa te ne importa!
e se non piove? cosa ti cambia?
pensa a un giorno d’estate all’inizio agosto, una giornata piena di sole
un giapponese di hiroshima pensa “speriamo che non si metta a piovere”
e infatti non piove,
ma poi vede la sua città diventare un secchio di cenere

la speranza è un’attività da esaltati
come si fa a avere speranze nel futuro, cioè in una cosa che non esiste?
è come dare la chiave della propria casa al primo che passa per
strada ipotizzando che ci sia una possibilità che si tratti di un
maniaco del pulito che verrà a farti le pulizie di Pasqua...

... che precursori i depressi!
appena è stato possibile se ne sono andati a vivere nelle tombe..."
(Ascanio Celestini, da: Orazione funebre per la cultura italiana - p.s.: il resto lo trovate su Micromega).

Anche se c'entra poco con la catastrofe che ha distrutto vite in Abruzzo (anche dalle parti del mio luogo di nascita, Penne, ci sono stati danni e la cosa mi fa uno strano effetto), queste parole si sono collegate al volo con le immagini di strazio offerte dal web.
E leggere che uno dei paesi colpiti - non so in che misura - è Santo Stefano di Sessanio mi ha fatto stringere il cuore.
L'anno scorso noi Paolotti - unendo le nostre forze (ma parlerei più di "tare") con i temibili Squallidi, abbiamo trascorso un weekend fantastico tra i monti abruzzesi, in occasione del compleanno del Giamario, in compagnia di quattro sparuti abitanti e una silenziosa muta di cà da pajaro (l'animale più intelligente del mondo, quello che insieme a ratti e bacarozzi un giorno arriverà a dominare il pianeta).
Abbiamo mangiato bene, bevuto benissimo, dormito da dio e visitato il castello dove fu girato Ladyhawke e alla fine siamo tornati contenti alle nostre routine. Ci siamo divertiti e, personalmente, ho avuto modo di apprezzare di più certi amici.

Bene, un anno dopo
... eccoci qua, con i nostri grandi problemi e le nostre piccole gioie, i nostri scazzi e le grasse risate, noi che a volte ci scordiamo di essere sereni, perchè non sappiamo più come fare ad accorgerci/sorridere degli eventi microscopici ma lieti che accadono quotidianamente attorno a noi, persi come siamo dietro alla ricerca vana ed estenuante della realizzazione di "grandi sogni". Noi che abbiamo, per dirla alla Dickens "great expectations", ma veramente "very little will" per ottenere ciò che vogliamo, noi che ci diciamo depressi quando la giornata è cupa, ma non riconosciamo di essere sereni quando oggettivamente c'è il sole ... noi, nonostante tutto, qui un anno dopo a festeggiare in compagnia e in amicizia un altro compleanno del Giamario.
Bene, un anno dopo
... Santo Stefano di Sessanio è quel che è ( e le è pure andata bene), è diversa, è stretta accanto alle cittadine vicine straziate dalla calamità naturale*.
(*non esistono "calamità" naturali, tra l'altro: esistono gli effetti di eventi naturali, effetti che magari non si possono prevedere grazie solo al radon, ma che si possono prevenire, se invece di sparare cazzate progettando un utilissimo ponte sullo stretto di Messina, si ponesse attenzione sul fatto che - essendo l'Italia piazzata su una zona sismica - sia magari il caso d'iniziare a parlare di un vero "piano casa", inteso come COSTRUZIONE PREVENTIVA ANTISISMICA, così da non doversi poi perdere in sterili polemiche sui presunti Nostradamus della ricerca (che poi basta leggere due righe e si scopre che è da anni che si studiano le reazioni del Radon collegandole a effetti sismici).

Noi invece siamo tutti qui.
In Abruzzo manca un certo numero di persone all'appello.
Noi siamo fortunati, io almeno penso di esserlo oggi anche di più, ed è brutto dovermene rendere conto a spese di altri, persa come sono stata, anch'io, a trascorrere notti non dico nelle tombe, come i depressi di Celestini, ma sicuramente in un buio loculo che avevo allestito dentro di me.

Sono mesi che ciò non accade più.
Sono fortunata.
Siamo fortunati.

Santo Stefano di Sessanio e i Cà da Pajaro... e l'Armata Squalotti. Eccoli qui, un anno fa.
I fortunati.
Auguri.

domenica 29 marzo 2009

Happiness, or No reason to cry for (Olga - sabato notte)


"... non chiedi niente di più e ottieni esattamente quello che non ti aspettavi, persa com'eri dietro ad un'idea di felicità non dico falsa ma comunque ingannevole e autoritaria, e quello che eottieni è proprio la felicità, felicità che può avere mille facce, mille vie e ti rendi conto quasi con sgomento che è stato facile essere felice, abituata com'eri a intendere la ricerca della felicità come qualcosa che implicasse sforzo perenne e pesante.
Quello che ti fa stare bene e rincasare nel cuore della notte con un sorriso sulle labbra nonostante la grande stanchezza è il fatto che hai appena vissuto un pezzo di felicità senza aver dovuto compiere il minimo sforzo. Quasi come se questo brandello di felicità ti fosse stata concessa così, con leggerezza e disinteresse, da un X esterno. Ma non è vero: sei tu, e non lo sai, che ti sei data la felicità, sei tu che hai smesso magicamente per un attimo di sforzarti di raggiungere una vetta la cui immagine ossessionante t'inseguiva e ti corrodeva da una vita e che adesso - anzi, negli ultimi mesi - non esiste più. No, questa volta sei riuscita a cancellare - o ignorare - quella foto che ritrae la vetta e ad accorgerti che non esiste una via sola, un'unica immagine di felicità, un percorso monotematico, una sola persona, un solo desiderio... esiste altro ed esiste contemporaneamente. Hai scoperto che è più facile essere felice se dai alla felicità più volti, se dai alla felicità più opportunità di essere tale in mille maniere diverse, per potertela ritrovare là, all'improvviso, nelle situazioni che meno ti aspetti.
Altrimenti non ti spieghi perché, dopo una serata semplice e quasi banale dove hai gustato semplicemente vino, fragole e sorrisi, tu abbia toccato la felicità e l'abbia guardata dritto negli occhi, lei, lì, alla tua stessa altezza, mentre ti lasciavi cullare dalla macchina solitaria nel buio totale fuori città, a parlare e ascoltare e apprezzare e sorridere col tuo migliore amico e pensare dentro di te: - Olga, apri il finestrino, la tua voglia di scoppiare per la felicità non ci sta, nella Mini!
E quando poi, al semaforo, incontri una di quelle persone speciali che ti hanno fatto stare bene/stare male e gli vedi addosso l'occhio triste, - ovvero, gli vedi esattamente stampato in faccia il tuo passato infelice e quindi ti pare il negativo di questa nuova te stessa - non puoi fare altro che augurargli la felicità vera, non quella agognata, quella stessa felicità che tu stai assaporando in quel momento, ma dopo... non esiti un istante a lasciar scivolare via quella persona dal tuo momento magico, e ritornare subito a te, all'epifania della felicità rivelata, alla tua voglia di essere sempre in cima ai tuoi stessi pensieri e ti accorgi che c'è una canzone che improvvisamente inizia a suonarti dentro - perché alla felicità e ai momenti magici occorre dare un volto o un suono o un colore o un odore, qualcosa da ricordare, insomma - e realizzi che quella canzone è Cry for love di IGGY .
Per quando hai raggiunto le scale di casa tua ti ritrovi finalmente a dire, ad alta voce, nonostante il sonno di tutto il mondo che ti circonda:- strano...Cry for love... proprio questa canzone e proprio a me, proprio ora che non ho alcun motivo, non ho nessun motivo al mondo per dover piangere o urlare, no reason to cry for"

sabato 28 marzo 2009

Start again, start again, start again, start again...

(Robert Doisneau - le Musicien sous la pluie)

English summer rain

Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.
Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.

I'm in the basement, you're in the sky,
I'm in the basement baby, drop on by.
I'm in the basement, you're in the sky,
I'm in the basement baby, drop on by.

Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.
Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.

I'm in the basement, you're in the sky,
I'm in the basement baby, drop on by.
I'm in the basement, you're in the sky,
I'm in the basement baby, drop on by.

Hold your breath and count to ten,
And fall apart and start again,
Hold your breath and count to ten,
Start again, start again...
Hold your breath and count your step,
And fall apart and start again,
Start again...

Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.
Always stays the same, nothing ever changes,
English summer rain seems to last for ages.

Hold your breath and count to ten,
And fall apart and start again,
hold your breath and count to ten,
Start again, start again...
Hold your breath and count to ten,
And fall apart and start again,
Hold your breath and count to ten,
And start again, and start again,

Start again...
(Placebo)

lunedì 23 marzo 2009

Sto per addormentarmi...

... e vi auguro la buonanotte con questa foto di David Fokos, perchè fuori tira vento, io sono a pezzi e l'immaginarmi l'erba in movimento nel buio glaciale guardata a vista da una fredda luna mi fa apprezzare di più il fatto di poter avere tra qualche istante, attorno al mio corpo caldo, morbide coperte addosso e la prospettiva bellissima di una notte tutta da vivere dormendo, con o senza sogni, non importa.

martedì 10 marzo 2009

Ricominciare infinitamente


La beffa infinita continua (appunto: è infinita).
Ho ricominciato a lavorare!
Solito posto, solito ruolo e, purtroppo, solita gente ai posti di comando.
Solito paese, solite leggi... Tutto infinitamente risaputo.
Ma infinita è anche l'arte di accontentarsi e di riuscire a vedere quel bicchiere mezzo pieno (dal quale, magari, ecco spuntare a fatica un'ape che, smadonnando e sbuffando, s'arrampica sulla cannuccia e con un ultimo, straziante impropero rivolto ad un cielo muto e indifferente, arriva a salvarsi culo e pungiglione approdando sul bordo del fatidico bicchiere - eh, vecchio Kieslo?).
"Infinite jest" non finisce mai, come libro, come vita, come blog.

Attacco alle 15, intanto... buona lettura!

domenica 8 marzo 2009

The Rising


La posto pure qua, questa bellissima scena dal Decalogo II di Kieslowski. E' stato il primo pensiero di stamattina*, mi ha sedotto completamente.
E mi chiedo: le coincidenze, il caso, il destino, un disegno superiore, boh?
Non m'importa.

*il secondo è stato: basta, Big Head va ucciso.

sabato 7 marzo 2009

La mia Natura


... Poi inciampo in una foto e mi accorgo che la Natura ad ogni istante mi regala immagini splendide e fenomeni di una bellezza così paralizzante da lasciarmi senza parole e con il fiato spezzato.
E abbasso finalmente la testa perché una cosa è chiara quando mi accorgo che la Natura ancora (r)esiste e si manifesta immutabile e meravigliosa nonostante tutte le mie distrazioni e gli stupidi problemi e gl'inutili affanni: non è alzando la testa al cielo che posso trovare le risposte. E' guardandomi attorno - uno sguardo totale ad abbracciare tutto ciò che cade sotto i miei occhi - che posso provare a rispondere... ma quando capita che la Natura mi offre questo, beh... non ho più bisogno di domandare.
Mi prendo il lusso di fermare il tempo, di arrestare il flusso dei miei pensieri e di non sentire più il peso e l'urgenza; mi soffermo a contemplare la Natura, il cuore e l'anima finalmente in pace.

Questo è il momento in cui capisco il senso della risposta di Pierre S. de Laplace a Napoleone, "Dio è un'ipotesi che non mi occorre".
Che altro occorre, di fronte a tutto ciò?

... E anche oggi, sono felice.

mercoledì 4 marzo 2009

Post felice


"... sì, feci in tempo a cogliere il lampo evanescente del mio cappello bianco lasciato indietro per segnalare il luogo dove colui che aveva condiviso in segreto la mia cabina e i miei pensieri, come se fosse un secondo me stesso, si era calato nell'acqua per scontare la sua punizione: un uomo libero, un orgoglioso nuotatore che si dirigeva, a bracciate, verso un nuovo destino."
(J. Conrad, Il compagno segreto)

Come il mare, la felicità rimane sempre là, non muta mai e ci circonda sempre. Ma non siamo mai felici, perché non la vediamo . Non siamo liberi di vederla, per colpa nostra e di chi ci circonda.
La libertà è aprire gli occhi e vedere per la prima volta il mare per com'è realmente. Vedere con i propri occhi, non con quelli di un altro o di un'intera società.
Vedere le cose come sono veramente, smettere di desiderare e invece mettersi a cercare il motivo del desiderio, e una volta capito che spesso quello che vogliamo non è esattamente quello che vogliamo, prendere la decisione di tuffarsi in mare. E, se avremo capito la verità, tuffarsi non sarà un sacrificio o una rinuncia alla tranquillità, peraltro solo apparente: sarà voglia di affermare la propria libertà, il diritto di nuotare verso qualcosa di nuovo.
A volte, stare male è un'abitudine, una cosa quasi rassicurante... e non ci accorgiamo che la verità è che spesso scegliamo noi di stare male, noi per primi. Poi, ci hanno insegnato che le abitudini sono dure a morire. E allora perché non chiamarle con i loro veri nomi? Ovvero: vizio, ossessione, dipendenza?
Perché non è vero. Le abitudini si acquisiscono e si perdono in continuazione e senza difficoltà, ma non ne siamo consapevoli, le si immagina a mo' di catene possenti e invece sono solo corde il cui punto debole è che i loro nodi sono districabili... se si riesce a vederli per come sono fatti realmente.

Io lo sto facendo e ammetto di non riuscire a trovare le parole per farvi capire quanto sono felice, ultimamente, di aver perso certe abitudini e di aver convogliato la mia energia qui, in questo mare, libera di fenderlo a bracciate e di scrutare l'orizzonte.

[p.s.
non sto smateriando... forse è perché, da quando non fumo, passa più ossigeno al cervello. Me ne fotto, il fumo non mi manca. Non può mancarmi qualcosa che mi fa male (e questo vale non solo per il fumo).
Non mi mancano neanche - con mia grande sorpresa - certe cose cui ero abituata fino a qualche giorno fa.
E non è l'atteggiamento della volpe con l'uva, sia chiaro...
In verità, accanto a me non è cambiato nulla, ripeto: il mare è sempre uguale. Ma oggi sono felice perché

non mi manca niente.]