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sabato 20 marzo 2010

"L'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia"

Quiz-Associare la frase del titolo al suo autore (per quanto tentati di fare diversamente, dovrete dare solo UNA risposta):

a) Ennesimo libro a forma di marchetta del caro e sempre fecondo Federico Moccia;
b) Frase contenuta in certi cioccolatini a forma di cagata di cane comunemente chiamati Baci (un chiaro ossimoro...), secondo una simpatica tradizione che vuole in ciascun cioccolatino un bigliettino recante scritto un aforisma di autori famosi e anonimi molto brillanti... letta questa, ovvio constatare che dovevano aver finito le frasi....;
c) Slogan scritto con l'uniposca color oro estrapolata dalla Smemo della giovane Kiaretta, 16 anni, all'indomani del ritorno del suo "boy ke si era fatto una storia con kuella bitch di Sara, ma ke poi ha kapito ke l'amore vero, quello con la A maiuskola trionfa sempre anke xké Sara è una troia cicciona che porta addirittura la 42, ankora ascolta i Finley, povera ritardown, e i suoi piercing al labbro inferiore andavano di moda 3 mesi fa, ke zorra, se la sn sifonata tt kuelli del 5o anno, kompresi i bidelli e ke cià i video delle porkate su youTube, sai ke originale, io sn anni luce over the top xké ho un kanale tt mio di porno koi fiokki.... ma l'amore mio è tornato da me e tra 3MSC! [n.d.t: Tra 3 Minuti Se Chiava!] Ti amo kucciol8!!!!";
d) Frase mal riportata proveniente da un blog di cucina filovegetariana, il cui originale scritto è: "L'amore vince coll'olio e coll'indivia", altro che bistecche e controfiletti, se hai voglia di carne, màgnate a sòreta! (simpatici, 'sti veg!);
e) Verso estratto a casaccio dai testi delle ultime "creazioni" artistiche di un Vasco Rossi chiaramente vecchio, svociato, imbolsito e sbilenco e subliminalmente pedofilo (a Vasco: ebbasta con le canzoni che ti vedono a fare il nostalgico simil papone circondato da splendide ninfette che potersti ben chiamare "nipotine mie", quelle te la sventolano addosso, te ne fanno percepire il profumo acre ed eccitante, ma poi la danno a quelli giovani, muscolosi e dall'occhio meno acquoso del tuo... a meno che tu non sganci la grana, ma poi bisogna vedere quanta prestanza hai a livello muscolare ( e parlo di OGNI tuo muscolo, pure del tuo niscolo: "prendilo com'èèèèè - cioè moscio"...): sfigurare una canzone dei molto più profondi Radiohead è ben poca cosa rispetto allo squallore di questa frase, per quanto.... ti ucciderei per molto meno!... "ad ogni costo"... mavaffanculovà!;
f) Titolo del "libro" (nome comune di cosa scelto a random, nessuna pertinenza col significante verio e proprio) nonché slogan dell'Innominabile e del suo par.... della sua famigghia di picciotti della Libertà, slogan la cui efficacia varierà a seconda del risultato di certe elezioni che si terranno il 28 e 29 e dala cui curva di potenza si stabilirà quanto COGLIONI saranno coloro che accetteranno di dare in mano il futuro di 13 regioni a gente capace di coniare uno slogan simile.
Ho detto la mia.

Soluzione:
la risposta è... quella più terribile da ipotizzare.

mercoledì 21 ottobre 2009

Favola della buonanotte- per- sempre

"La piccola vide un fiore e si avvicinò per coglierlo, ma scivolò sul vomito di una vecchia, una vecchia lurida e schifosa. Poi cadde in un nido di vipere che la morsicarono. Fatima - questo era il nome della piccola - corse al fiume per lavarsi le ferite, ma cadde nell'acqua che la trascinò tra le pale del mulino, sfracellandola. Il fiume divenne rosso, ma dallo spappolamento della piccola nacque Karman!, il mostro che veniva dalla galassia. Punto."
(Renato Pozzetto, Questo e quello, 1983)

Questa "favola" è contenuta in quel film mitico che è Questo e quello e che io vidi da ragazzina.. il tono di voce e il modo di fare di Pozzetto, mentre dettava l'allegra storiella alla moglie che batteva a macchina, mi fecero storcere dalle risate.. Eh, la mia comicità era molto più "ingenua" di adesso... almeno l'ho pensato fino a qualche minuto fa, perché nel rivedere questo filmato beccato per caso sul TuTubo, mi sono ritrovata a ridere come un'idiota e come la ragazzina che sono stata. E' che su certe cose non si cambia mai e alcune di esse mi permettono di constatare che - se gli anni passano - in certe cose rimango sempre uguale.
Quindi, è per questo che mi vien da piangere se penso che, siccome stasera la mia gatta Renée è morta, da domani mi tocca essere diversa.
In fondo, non sono passati tanti anni da quando sentii Pozzetto declamare la sua "favoletta" a quando strinsi nel palmo della mano una micina bianca e nera che scelsi, in mezzo ad altri micini, in virtù della sua bruttezza, conscia che nessuno l'avrebbe mai scelta tra altri gattini più belli di lei (nell'istante in cui la presi in mano, lei divenne la gattina più bella del mondo, ça va sans dire...).
Sembra esagerato, ma 21 anni e mezzo insieme... dopo 21 anni e mezzo mi tocca diventare un po' meno ragazzina.

21 anni e mezzo, non male per una gatta. Una gatta fuori dal comune.
Quindi, domani Renée verrà cremata e dal suo bruciacchiamento nascerà Karman!, il mostro che viene dalla galassia. Punto.

domenica 2 agosto 2009

Dea


Aspettami, ti prego.
Devo ancora dirti che...
Devo ancora darti tante cose.

Sogno l'impossibile: diventare dea per un'ora sola.
Un'ora e basta e toccarti le vene per pulire il tuo sangue.
Occhi che tornino a vedere bene il sorriso dei tuoi figli.
Orecchie che ritrovino il giusto suono delle loro risate cristalline.
Palato che riassapori tutti i sapori e ne chieda di nuovi.
Gambe agili, muscoli forti, pelle fresca e rosa.
Sangue nuovo e rigenerante.
Un'ora da dea mi basterebbe a realizzare il tuo/mio sogno.

Quando dormo, faccio un bel sogno, sogno l'impossibile.
Quando mi sveglio, vivo l'incubo di ogni istante che fugge e ti porta via da me.
Aspettami, ti prego.
Devo darti tante cose.
Devo dirti che... (che?)
Avrò forza, coraggio, fortuna e tempo?
Nel frattempo...
Io non sono più io e di certo non sono una dea.

E ho più paura di te e mi maledico per questo.

venerdì 10 luglio 2009

Hai

(Anatol Kjashchuk)

Hai gli occhi grandi da bambina mentre mangi lentamente una pasta alla crema (la crema gialla, quella della nonna, quella densa e soda che ti piace tanto e che da tanto non prepari più).
Hai i capelli corti e spettinati come quelli di una monella dopo un'intera giornata passata tra giochi scalmanati ( o come una donna dopo un'intera mattinata a vagare cercando di ricordare dove ha parcheggiato la macchina, la macchina che non si trova più).
Hai l'andatura stanca da maratoneta giunto quasi alla fine della marcia (marcia che porta verso un traguardo invisibile, fatto di vuoto e di vuoti, dopo una strada che si è fatta mano a mano più accidentata).
Hai il tono di voce pacato e senza enfasi di colei che è in pace col mondo e che non ha emozioni forti da dover domare (tipo la mia, quando mi chiedi in tutta tranquillità: - sono le 9 di mattina o di sera? Che ho fatto fino ad ora?)
Hai gli occhi verdi e nocciola della campagna che ti ha dato la vita, ti ha visto crescere e che purtroppo non ti vedrà invecchiare e morire (campagna di cui purtroppo scorderai colori, suoni, profumi e sapori).
Hai una figlia che ti osserva, seria e premurosa e preoccupata (come una madre che badi alla sua bambina dall'aria smarrita...).

Hai.

Hai me e se ora non te ne accorgi - perchè dopo avermi chiesto se per caso volessi pranzare, alle 9.30 del mattino, sei andata a riposare (a dimenticare ancora) - poco importa.

Hai me e mi hai per sempre.
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1. (quando ho detto che Luglio è un mese insopportabile, sono stata incredibilmente ottimista: ho tralasciato di dire che - forse - i mesi a venire saranno peggio. Questo blog nasce con la risata da buffone di corte e si ferma - per un attimo? per sempre? - con il pianto della figlia che dovrà imparare ad essere la madre di sua madre.

Spero che sia solo una BEFFA e che questa beffa non sia INFINITA e che presto la tua e la mia risata tornino a dominare il nostro mondo. Non conosco un'altra persona che più di te meriti di tornare a sorridere, mamma

Ho paura).

2. (quando penso se sia giusto esporre queste parole alla portata di tutti, il dubbio amletico dura un attimo. Cosa volete che importi, ora?

Ho solo paura).

sabato 9 maggio 2009

San Floriano senza te, Nick

Per me l'amicizia è prepararmi per la sbronza annuale di San Floriano come sto facendo adesso, cioè ballando mezza nuda e coi capelli bagnati sulle note di Octavarium di quei gran porcoddio dei Dream Theater e nel frattempo pensare che la perfezione non esiste perché se esistesse, stasera io e te staremmo abbracciati ad alzare al cielo i nostri calici e a biascicare, ubriachi e felici, patetici e meravigliosi brindisi alla nostra perenne amicizia.
E invece....

Mi manchi a sangue.
Ti voglio bene.
Sempre.
Olga

venerdì 1 maggio 2009

1° Maggio


"Se i tre quarti della vita di un uomo non sono liberi dal lavoro, quell'uomo è uno schiavo"
(più o meno dice così, non me la ricordo bene..)
(F. Nietzsche)

Lavoratori... TIE'!!!!!!!!!!!!!!!!!



Buon Primo Maggio!

mercoledì 29 aprile 2009

N.S.S.


Quel che rimane dopo 10 ore quotidiane di lavoro è la voglia di vedere poi le cose scorrere con una certa facilità, voglia di leggerezza e semplicità, di cose chiare e di parole limpide, è il desiderio di staccare la spina e dedicarsi a ciò che più piace, come ad esempio scrivere... ed invece, eccomi qua a postare foto e immagini che hanno senso solo per me e scrivere post di una-due righe. Perché non ho tempo, perché tra 1 ora devo essere al lavoro, tanto per fare un esempio.
La verità è che lavorare uccide.
Il lavoro è una delle aberrazioni umane, conseguenza di un sistema di valori incentrato su un unico comandamento: comandare (appunto). Ma per comandare ci vuole potere. Per potere ci vuole talento/carisma/genialità, ma essendo queste merce rara, l'uomo si è messo a stampare banconote a sostituire quei valori, a rappresentare esse stesse un valore. Molto più facile, no?.
Per avere banconote si è stabilito che occorre lavorare.
e succede che si è qualcuno solo se si lavora, si produce, si consuma.
E qui è iniziata la fine.

Siamo parte di un esperimento: bene, è fallito.
Le ultime nostre parole - spero - saranno: "cazzo, ma quella non è una meteo-?"
BUM!

E la prossima specie sarà migliore (personally, faccio il tifo per scorpioni, squali, scarafaggi e -in primis - topi).

Ecco, ce l'ho fatta a scrivere un post più "carnoso" (bleah...).
Il senso?
Lo capisco solo io, forse un'altra persona e per tutti gli altri... il senso è nella maglietta della foto (il sarcasmo è un modo per sopravvivere mooooolto efficace, e soprattutto... tiene lontane certe persone, il che non può essere che un bene, a conti fatti).
Scusate, vado.

Olga needs to work
Olga is a dork

venerdì 10 aprile 2009

Silenzio

(da qui)

Le mie montagne,
le mie rovine
e tutta la morte che non si vede qui.
Tutto
mio
Abruzzo, mio a metà.

lunedì 6 aprile 2009

Questo post non ha titolo, solo crepe.

"... ci stanno persino quelli che dicono “speriamo che non si metta a piovere”
ma cosa te ne importa!
e se non piove? cosa ti cambia?
pensa a un giorno d’estate all’inizio agosto, una giornata piena di sole
un giapponese di hiroshima pensa “speriamo che non si metta a piovere”
e infatti non piove,
ma poi vede la sua città diventare un secchio di cenere

la speranza è un’attività da esaltati
come si fa a avere speranze nel futuro, cioè in una cosa che non esiste?
è come dare la chiave della propria casa al primo che passa per
strada ipotizzando che ci sia una possibilità che si tratti di un
maniaco del pulito che verrà a farti le pulizie di Pasqua...

... che precursori i depressi!
appena è stato possibile se ne sono andati a vivere nelle tombe..."
(Ascanio Celestini, da: Orazione funebre per la cultura italiana - p.s.: il resto lo trovate su Micromega).

Anche se c'entra poco con la catastrofe che ha distrutto vite in Abruzzo (anche dalle parti del mio luogo di nascita, Penne, ci sono stati danni e la cosa mi fa uno strano effetto), queste parole si sono collegate al volo con le immagini di strazio offerte dal web.
E leggere che uno dei paesi colpiti - non so in che misura - è Santo Stefano di Sessanio mi ha fatto stringere il cuore.
L'anno scorso noi Paolotti - unendo le nostre forze (ma parlerei più di "tare") con i temibili Squallidi, abbiamo trascorso un weekend fantastico tra i monti abruzzesi, in occasione del compleanno del Giamario, in compagnia di quattro sparuti abitanti e una silenziosa muta di cà da pajaro (l'animale più intelligente del mondo, quello che insieme a ratti e bacarozzi un giorno arriverà a dominare il pianeta).
Abbiamo mangiato bene, bevuto benissimo, dormito da dio e visitato il castello dove fu girato Ladyhawke e alla fine siamo tornati contenti alle nostre routine. Ci siamo divertiti e, personalmente, ho avuto modo di apprezzare di più certi amici.

Bene, un anno dopo
... eccoci qua, con i nostri grandi problemi e le nostre piccole gioie, i nostri scazzi e le grasse risate, noi che a volte ci scordiamo di essere sereni, perchè non sappiamo più come fare ad accorgerci/sorridere degli eventi microscopici ma lieti che accadono quotidianamente attorno a noi, persi come siamo dietro alla ricerca vana ed estenuante della realizzazione di "grandi sogni". Noi che abbiamo, per dirla alla Dickens "great expectations", ma veramente "very little will" per ottenere ciò che vogliamo, noi che ci diciamo depressi quando la giornata è cupa, ma non riconosciamo di essere sereni quando oggettivamente c'è il sole ... noi, nonostante tutto, qui un anno dopo a festeggiare in compagnia e in amicizia un altro compleanno del Giamario.
Bene, un anno dopo
... Santo Stefano di Sessanio è quel che è ( e le è pure andata bene), è diversa, è stretta accanto alle cittadine vicine straziate dalla calamità naturale*.
(*non esistono "calamità" naturali, tra l'altro: esistono gli effetti di eventi naturali, effetti che magari non si possono prevedere grazie solo al radon, ma che si possono prevenire, se invece di sparare cazzate progettando un utilissimo ponte sullo stretto di Messina, si ponesse attenzione sul fatto che - essendo l'Italia piazzata su una zona sismica - sia magari il caso d'iniziare a parlare di un vero "piano casa", inteso come COSTRUZIONE PREVENTIVA ANTISISMICA, così da non doversi poi perdere in sterili polemiche sui presunti Nostradamus della ricerca (che poi basta leggere due righe e si scopre che è da anni che si studiano le reazioni del Radon collegandole a effetti sismici).

Noi invece siamo tutti qui.
In Abruzzo manca un certo numero di persone all'appello.
Noi siamo fortunati, io almeno penso di esserlo oggi anche di più, ed è brutto dovermene rendere conto a spese di altri, persa come sono stata, anch'io, a trascorrere notti non dico nelle tombe, come i depressi di Celestini, ma sicuramente in un buio loculo che avevo allestito dentro di me.

Sono mesi che ciò non accade più.
Sono fortunata.
Siamo fortunati.

Santo Stefano di Sessanio e i Cà da Pajaro... e l'Armata Squalotti. Eccoli qui, un anno fa.
I fortunati.
Auguri.

martedì 24 marzo 2009

That is the question, Hamlet


Quando un tuo amico carissimo, fragile e lontano, è in pericolo, che fare?
Che fare, quando non si è né psicologi, né eroi e quando chi ami non vuole/non sa come essere aiutato?
Che fare, cercare di rianimarlo organizzando la classica serata a riguardarsi per la centesima volta Zoolander o parlare dei massimi sistemi nascosti nelle nostre vite così minimal?
Non so, a volte mi viene da pensare che voler bene ad un amico significhi passare anche tramite il silenzio e la rispettosa distanza.
So solo che non so che cosa fare, se non tacere e scrivere qua, nel posto che lui ancora non mi ha chiesto di poter visitare, nella speranza che arrivi quella richiesta d'invito.
Non so che fare e intanto, caro N***, le immagini di te svaniscono nella nebbia dell'ultimo nostro incontro di quasi 4 mesi fa - diocàne - e rimangono solo mille pensieri, tante paure e un'idiota in calzamaglia e teschio in mano che risponde al nome di Olga, che risponderebbe volentieri al suo vero nome, se solo tu osassi sussurrarglielo in un orecchio.
Spero di mancarti, spero che ti manchino tutti, perché se qualcosa manca, vuol dire che la si desidera e se si desidera, significa che si vive.
Forse.
O forse no.

Maledetto dubbio.

lunedì 23 marzo 2009

Non avere le forze neanche per.

(Jan Saudek - Milking the Cow)

Non avere le forze neanche per + aggiungere qualsiasi azione pratica e teorica plausibile da compiere nella quotidianità dopo 11 ore filate di lavoro.

Sia chiaro, non lavoro in miniera e non ho alle spalle decenni di catena di montaggio o turni notturni. Ho solo questa sorta di "alimentazione lavorativa" sbagliata in cui si alternano fasi anoressiche e fasi bulimiche, una somministrazione di lavoro anomala, anomala come questa foto che ho scelto come rappresentazione della mia situazione lavorativa di questi ultimi mesi... mesi di digiuno forzato e poi tanto, tanto latte col quale ingolfarsi fino a gonfiarsi e scoppiare, latte che non ti dà forza, ma te la ruba, perché a berne litri su litri oggi ti farà ingrassare e ammalare e contemporaneamente non ti salverà dall'inedia domani, quando questo latte sarà finito e nessuno saprà dire se ci saranno altre mucche da mungere, lasciandoti lì, nuda e indifesa ad aspettare, senza forze, con quella voce dentro l'orecchio che ti suggerisce l'idea che forse la prossima volta la vacca da mungere sarai tu. Ancora una volta, e come sempre in questi ultimi tempi, la vacca sarai tu.
E non avere neanche le forze per un potente e liberatorio

andatetuttiquantiamorireammazzati!

e limitarti unicamente a questo post timido e tiepido come un bicchiere di latte *

(*che, per inciso, è uno degli alimenti più disgustosi che ci siano in giro... che fortuna che ho, a non poterlo digerire)

lunedì 9 marzo 2009

Festa delle donne

"- Perché piangi, Artie?
- Sono caduto e gli amici se ne sono andati senza aspettarmi...
- Amici? Tuoi amici?... Se tu chiudi loro insieme in stanza senza cibo per una settimana... allora sì, scopri cosa è amici!"
(Art Spiegelman, Maus - dialogo tra padre e figlio)

Vero. Scoperto qualche ora fa, cosa è amici... una donna mi ha fatto la festa nel giorno della festa delle donne.
Mi piacciono le simmetrie, i contrappassi e i giochi speculari.
Molto più di certe "amiche".

Ho pena. Ma non per me.

giovedì 26 febbraio 2009

Lo scanno

Ho testato le potenzialità della mia nuova stampante/fotocopiatrice/scanner/tagliaerba/depilatore elettrico/nonché caffettiera HP e mi sono detta: è da poco passato Carnevale, mettiamo una foto di Olga 4enne vestita da viziosa cortigiana del '700 che regge tra le braccia - strangolandolo - il povero micio nero di nonna Angela.
Tutto ok. 70 euri spesi bene.
Ho poi testato le potenzialità della vecchia sognatrice/precaria/solitaria/impedita nonché arretrata Olga su "modifica foto" e il risultato... eccolo.
Niente è ok.
L'HP è in garanzia e in caso di malfunzionamento potrei rimediare.
Olga, invece, è irrimediabilmente fallata e fuori garanzia.
Così è.

giovedì 19 febbraio 2009

Training autogeno

Queste 5 semplici parole furono usate - in targhe, manifesti e altro - in Inghilterra, come sostegno e stimolo a resistere ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e riecheggiano ora come un mantra nella mia mente, perchè ho bisogno di calma proprio ora che tutto e tutti attorno a me vorticano nel caos, e perciò mi ripeto questa frase come... avete presente il Jack Torrance di Shining (discutibile versione di Kubrick di quel capolavoro di romanzo di S.King) quando, ormai mezzo ammattito, scrive: il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca- il mattino ha-...?
Ecco, tipo.
E invece, no: Keep calm and carry on. Funziona? Eh, come no.
Come potrebbe, dato che questo fottuto mattino continua ad avere il maledetto oro in quella schifosa sua bocca?
Il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - Il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - Il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - Il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino ha l'oro in bocca - il mattino...


domenica 15 febbraio 2009

sabato 14 febbraio 2009

Ce n'est qu'un...

Ce n’est qu’un songe,

Mon ange


Cette image que je porte dans mon coeur

C’est le songe dont maintenant j’ai peur


Mais ce n’est qu’un songe,

Mon ange


Je vois mon amour vain tomber par terre

Mon pauvre coeur rouler comme la pierre


Ce n’est qu’un songe,

Mon ange


C’est le destin qui me donne de la peine

Car il me dit que ce n’est pas moi la reine


Ce n’est qu’un songe,

Mon ange


Son silence fait du bruit, j’en sens le vacarme

J’ai si mal à sourire, je suis pleine de larmes


Ce n’est qu’un songe,

Mon ange


Je ferais mieux te murmurer Adieu

Mais c’est trop long, je ne suis qu’au milieu


Ce n’est qu’un songe,

Mon ange


Or, Je le sais, mon songe n’est pas le tien,

Donc, je voudrais te dire « Hé bien !


Ce n’était qu’un mensonge,

Mon... rien ».

(Olgà)


Le jour des amoureux va passer dans un moment,

Les songes et les mensonges ne demeurent pas longtemps.

Carla Bruni mi fa un baffo, tsé!



venerdì 13 febbraio 2009

Sans toi

"Senza di te le emozioni di oggi non sarebbero altro che la pelle morta di emozioni d'altri tempi".