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sabato 30 gennaio 2010

9 settimane e mezzo!


Non trovo le parole, forse semplicemente ancora non esistono... sono anch'esse in fase embrionale, per cui ancora non possono chiamarsi parole? Sono pensieri appena accennati, sensazioni nascoste e protette in materia calda e avvolgente... a quando un'eco al cervello? Voglio conoscerle, capirle, queste parole...

L'unica cosa che riesco a fare, ultimamente, è postare foto e immagini. Di tutto quel che mi circonda, "ci " circonda.
Ho da poco realizzato che... sono diventata il mondo intero di qualcuno che ancora non c'è, il contenitore di parole ancora non scritte, il dizionario con le parole sfuocate, appena accennate, fatto di pagine bianche con sopra solo qualche segno.
E' presto. Devo aspettare e basta.
Le parole dovranno attendere.


[p.s.
ieri è stato il primo mio compleanno veramente diverso da tutti gli altri]

sabato 12 dicembre 2009

Rocco e i suoi fardelli


(Rocco, 9 anni. Segni particolari: enorme cuscino di carne e pelo mascherato da gatto.Bello come un dio, strafottente come un divo)

Sì... così... guardami fisso negli occhi... sì, lasciati catturare dal mio sguardo tenebroso... tuffati nei riflessi cangianti dei miei occhi... lasciati cullare dal loro magnetico giallo oro...vai così... sì, perditi nell'abisso delle mie pupille nere... sì... brava così... ancora un attimo... ecco... al mio scodinzolare alzati e fila subito in cucina a riempirmi la ciotola, renditi utile almeno con un povero gatto, razza di 'sta cretina!

Niente.
La cogliona non si muove, si limita a sorridermi con quella cazzo di macchinetta fotografica.
La fortuna di un gatto si misura dal tipo di umano che gli tocca in sorte. Inutile dire che delle mie 7 vite, questa è sicuramente la peggiore!
Ma ora ci riprovo... sì, a me lo sguardo, a me i tuoi occ... tsè, vabbé, lasciamo stare:
Micion Impossible.

martedì 7 luglio 2009

Più luce del sole

(Malvisi - Madre e figlio)


"... il semaforo segna rosso
sulla costruzione sospeso come un dio
e le biciclette volano con in groppa le donne
dagli occhi di tutti i colori
col viso più forte della morte
gente che assapora i giorni
e quel rosso nel viso ha più luce del sole.
"
(Luigi Di Ruscio)

Questo autore me l'ha consigliato il mio amico Vex (leggerò Palmiro, promesso!).
Queste parole sembrano scritte su mia madre e su tutte le persone che - come lei - urlano la loro sofferenza, silenziosa ma potente come i raggi del sole più feroce.
Torna ad assaporare i giorni sorridendo, mamma, perché senza te a gustarli, i giorni non saprebbero più di niente.

E il sole di ogni giorno sarebbe inutile.

sabato 6 giugno 2009

Le Tre Grazie

Grazie a te che ci sei.
Grazie a te, che mi hai accolto all'uscita dal lavoro ieri sera a braccia spalancate, un sorriso fenomenale e un brindisi a due per festeggiare l'arrivo di una "buona notizia"... (hehehehe).
Grazie a te, che fai sempre il tifo per me e che condividi con piacere anche le cose belle che ultimamente - come per miracolo - iniziano a fioccarmi addosso come neve fresca e leggera.
Grazie a te, che invece di lavorare mi scrivi parole di maliziosa e femminile complicità (se gli uomini leggessero ciò che le donne si scrivono in intimità... maturerebbero con un brivido sulla schiena!)
Grazie a te, che mi dedichi post che capiamo solo noi due perché così dev'essere, per ora.
Grazie a te che mi hai dato fiducia e mi hai dimostrato che le donne non sono tutte stronze/troie/rivali (avevo iniziato a nutrire qualche dubbio!).
Grazie a te, che mi hai fatto capire che se un uomo somiglia a te... è il mio uomo!
Grazie a te, che quando eri persa, facevi già vedere - nel fondo scuro dei tuoi occhi - che era solo questione di un attimo: non ti perdi mai e la luce torna sempre e quando torna...no, non la tieni tutta per te, ma la regali con gioia a chi ami.
Grazie per ieri, per l'altroieri e per tutti i momenti in crescendo da quando ci siamo conosciute.

Grazie a te, perché ci sei... oggi più di ieri.

Grazie a te, che quando hai la pulce irrequieta che ti cammina addosso, scrivi a me.
Grazie a te, che quando ti passa per la mente un pensiero bislacco, lo stendi su Word e me lo mandi d'impulso: le tue mail di una riga soltanto, i tuoi guizzi musicali, i tuoi fiotti di creatività, le tue battute: tutto per me.
Grazie a te che m'intasi la posta di bella e sconosciuta musica... quando accendo il pc, il primo pensiero è per te, il cervello rumoreggia come stomaco affamato nel leggere il tuo nome.
Grazie a te, che mi restituisci elevati all'ennesima potenza quegli stimoli che sento di volerti dare quando ho voglia di scrivere.
Grazie a te, che mi hai "innescato" Black Lisa.
Grazie a te, che sei legato a me per una "beffa"...
Grazie a te, che sai tacere e sai parlare al momento giusto.
Grazie a te, che lasci fuori tutto e tutti e ci sei a piccole dosi.
Grazie a te, che dai e non chiedi mai, a te darò senza nulla volere.
Grazie a te, che dai il vero valore all'espressione "take it easy".
Grazie a te, che sai usare la mia stessa (auto)ironia e fai pedalare il mio cervello a velocità inusitata.

Grazie a te, perché ci sei... lieve e lontano, unico e vicino.

Grazie a te, che sei stato testardo.
Grazie a te, che sei rimasto nell'ombra in attesa della fine della mia tempesta.
Grazie a te, che non spingi mai sull'acceleratore.
Grazie a te, che mi hai fatto del bene in silenzio, a mia insaputa.
Grazie a te, che quando ti sfuggo involontariamente, sei lì che annaspi con lo sguardo finché non mi ritrovi.
Grazie a te, che fai il duro pure per me, quando mi vedi fragile... e poi sciogli la tensione con un'immane cazzata!
Grazie a te, che fai il pagliaccio per farmi ridere quando ho lo sguardo scuro.
Grazie a te, che mi sorridi e mi lasci agire, osservandomi come fossi una farfalla di cristallo, le tue mani pronte a farmi da scudo ad ogni istante.
Grazie a te, che più mi conosci più mi vorresti conoscere, più mi trovi "pazza" e più ti affascino.
Grazie a te, che sei l'opposto del dubbio e del silenzio, dell'ambiguità e dell'egoismo.
Grazie a te, che vedi solo me (ed è di questo, dopotutto, che io ho bisogno. Di questo e di te).
Grazie a te, che agisci senza giri di parole.
Grazie a te, che sei cavaliere e io regina.

Grazie a te, perché ci sei... da poco, ma è solo un inizio.

giovedì 4 giugno 2009

Auguri, mamma


Per te le parole non bastano mai,
con te le parole non servono mai.
Un abbraccio a occhi chiusi, mamma.

domenica 31 maggio 2009

domenica 10 maggio 2009

La borsa (festa della mamma)


"Si ricordava di una famiglia assai povera: la donna stringeva al petto sempre una vecchia borsa. I suoi figli si stupivano che lei possedesse qualcosa di valore. Un giorno nella corsa la donna cadde e rovesciò per terra il tesoro: bottoni. Per non sfigurare, anche lei si era dotata di borsa inseparabile. Anche sotto le bombe una donna povera non voleva essere da meno delle altre. Da allora non la videro più."
(Erri De Luca, Tu, mio)

[Mia madre è una donna povera che spesso ha pianto per la povertà. Lei non ha mai borse, se non sotto ai suoi occhi verde e nocciola, e quelle borse sono piene di lacrime. Vorrei dire a mia madre che il sale delle sue lacrime è lo stesso di tutte le persone ricche e povere e che le sue borse sono il doppio segno della passione che ci mette nelle cose, nonostante tutto, passione di cui lei non è mai stata povera.
Le ho detto che non si può perdere la propria ricchezza addolorandosi della povertà altrui, la povertà di chi ha tanto pane, belle borse piene e il cuore vuoto.
Calando mia madre nella scena di Erri, sogno di vederla inciampare e rivelare al mondo intero la sua borsa squarciata e piena di me.
Mia madre è una donna povera a cui mancano (solo) i soldi.
Di tutto il resto, potrebbe mettersi a distribuire borse piene a tutti.
Mia madre ogni tanto si vede povera e misera e piange.
E allora io, furtiva, aggiungo qualcosa nella borsa e so che, quando è sola, sul lettone, la apre e scopre un bottone in più, un bottone che è suo, solo suo.
Mia madre non è mai stata povera.

Auguri, mamma.]

lunedì 23 marzo 2009

Sto per addormentarmi...

... e vi auguro la buonanotte con questa foto di David Fokos, perchè fuori tira vento, io sono a pezzi e l'immaginarmi l'erba in movimento nel buio glaciale guardata a vista da una fredda luna mi fa apprezzare di più il fatto di poter avere tra qualche istante, attorno al mio corpo caldo, morbide coperte addosso e la prospettiva bellissima di una notte tutta da vivere dormendo, con o senza sogni, non importa.

domenica 22 marzo 2009

E' sempre un gran giorno quello in cui si scopre l'esistenza di un genio: Jan Svankmajer

(Jan Svankmajer)

(immagine della cover dell'oggetto del desiderio)

(da: Dimensions of Dialogue)


(da: Alice)

Ho scoperto solo oggi, tramite Cineblog, questo regista polacco e i suoi cortometraggi (fate un salto qui e godete, io ancora mi devo riprendere e niente tornerà come prima, ma forse è meglio così).
Surreale, macabro, divertente, onirico, insolito e... insomma, ho appena scoperto che gente come Gilliam, Burton, Cunningham e Gondry - tanto per citare, guarda caso, alcuni dei miei registi preferiti - non ha inventato niente.
Davvero.

Cari, a questo punto ho 2 notizie: la prima è che è appena uscito un cofanetto di suoi cortometraggi.
L'altra notizia è che, visti questi chiari di luna, un mio rene (a scelta) è in vendita per l'acquisto di tale cofanetto.
In alternativa, nel caso non aveste necessità di un buon rene (garantisco sui miei organi, a parte sul fegato che potrebbe presentare qualche eccesso di tessuto cicatriziale dovuto all'alc... ahem, a "cause sconosciute"), posso sempre uccidere su commissione.
Davvero.

Eroi

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.
(21/3/09 - giornata contro tutte le mafie)

domenica 15 marzo 2009

domenica 8 marzo 2009

The Rising


La posto pure qua, questa bellissima scena dal Decalogo II di Kieslowski. E' stato il primo pensiero di stamattina*, mi ha sedotto completamente.
E mi chiedo: le coincidenze, il caso, il destino, un disegno superiore, boh?
Non m'importa.

*il secondo è stato: basta, Big Head va ucciso.

sabato 7 marzo 2009

La mia Natura


... Poi inciampo in una foto e mi accorgo che la Natura ad ogni istante mi regala immagini splendide e fenomeni di una bellezza così paralizzante da lasciarmi senza parole e con il fiato spezzato.
E abbasso finalmente la testa perché una cosa è chiara quando mi accorgo che la Natura ancora (r)esiste e si manifesta immutabile e meravigliosa nonostante tutte le mie distrazioni e gli stupidi problemi e gl'inutili affanni: non è alzando la testa al cielo che posso trovare le risposte. E' guardandomi attorno - uno sguardo totale ad abbracciare tutto ciò che cade sotto i miei occhi - che posso provare a rispondere... ma quando capita che la Natura mi offre questo, beh... non ho più bisogno di domandare.
Mi prendo il lusso di fermare il tempo, di arrestare il flusso dei miei pensieri e di non sentire più il peso e l'urgenza; mi soffermo a contemplare la Natura, il cuore e l'anima finalmente in pace.

Questo è il momento in cui capisco il senso della risposta di Pierre S. de Laplace a Napoleone, "Dio è un'ipotesi che non mi occorre".
Che altro occorre, di fronte a tutto ciò?

... E anche oggi, sono felice.

sabato 28 febbraio 2009

mercoledì 25 febbraio 2009

A mattoncini


La Maison en petits cubes del giapponese Kunio Kato ha vinto l'Oscar come miglior corto d'animazione, quest'anno.
Guardatelo (se nel frattempo Youtube non lo sega...).
Poesia pura.
Non sono abituata alla dolcezza, questo spiega l'incanto di questo gioiellino su di me.
Vero, e solo oggi mi accorgo che l'assenza o la scarsa presenza di dolcezza nella mia vita a volte rappresenta un problema.
La dolcezza non è un sentimento facile.
Ed è più difficile trovarla quando - come in questi giorni, ora - ne ho più bisogno.
Allora mi dico che dovrei essere io, per prima, a costruirmi la dolcezza, affinché gli altri possano vederla e gustarla.
E allora eccomi, con la cazzuola in mano e un mattoncino nell'altra.

giovedì 19 febbraio 2009

Training autogeno/ parte seconda



Ecco, questo sì che funziona: il mattino ha l'oro in bocca, ma ora è tutto in quel suo splendido sorriso. E finalmente sorrido anch'io.