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venerdì 26 febbraio 2010

la Democrazia 2.0 sta peggiorando


"29 gennaio 2010
E a un giorno dall'uscita del libro ecco già farsi vivi i primi pontificatori della Rete, quelli che non hanno magari realizzato alcunché in vita loro se non trovare un posto fisso in un ufficio dove passano otto ore su qualche social network. Quelli che: "Sì, ma non è come Chaltron Hescon, come Andy Warhol...". Quelli che se avessi continuato a scrivere Andy Warhol Due e Chaltron Hescon Again avrebbero commentato: "Ma sempre la solita roba...".
Una umile prece: se il libro non vi è piaciuto, buttatelo via o rivendetelo. Non perdete tempo a scrivermi con toni saputelli. Se il libro vi è piaciuto, anche immensamente, consigliatelo a vostra cugina, ma non scrivetemi per dirmelo. La Democrazia 2.0 sta peggiorando. Ma tenete presente che prendere parte al Fantacalcio non fa di voi il C.T. della Nazionale. E nemmeno basta un account su aNobii per diventare critici letterari.
"
(Tommaso Labranca, dal minisito che me pare si chiama Haiducii e comunque è nel sito dentro al sito ... nel suo sito... dal sito... insomma, digitate il nome su Google, ce penza lù)

Ecco, poi come si fa a non leggere uno che scrive questo?

sabato 28 novembre 2009

Io pratico l'intensità


"Ma se c'è anche una sola speranza di tornare alla cultura dell'intensità, bisogna provarci...
Bisogna dare luce alla poesia, perché la poesia invoca luce, anche se, in fondo, la poesia migliore è sempre quella dell'oscurità'".
(Nick Cave)

Io pratico costantemente l'intensità, il problema è che - abbandonata l'oscurità sulla via dell'amore - la luce sprigionata dalla mia poesia mi rende invisibile e la mia intensità la nota solo chi non si è lasciato accecare.

martedì 17 novembre 2009

Into my arms


...And I believe in Love
And I know that you do too
And I believe we can choose a path
That we can walk down, me and you
So keep those candles burning
And make her journey bright and pure
That she will keep returning
Always and evermore

(Nick Cave - Into my arms)

sabato 14 novembre 2009

lunedì 8 giugno 2009

Andrei sempre al mare

Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mia madre
né di far l'amore con mio padre in sogno.

Quando sarò capace d'amare
col mio uomo non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di una donna bambina.

Quando sarò capace d'amare
vorrò un uomo che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontano neanche col pensiero.

Vorrò un uomo che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lui avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Quando sarò capace d'amare
vorrò un uomo che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lui.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.

Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.

Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere

un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.


Ho rubato 'sto testo da qualche parte, l'ho messo al "femminile", l'ho schiaffato qua, e ora dovrei citare fonte (titolo della canzone e autore), ma sarà che sono momentaneamente in fase di pigrizia assoluta, in accappatoio a capelli bagnati, sarà che queste parole sono talmente belle da diventare universali e di tutti, che ho deciso di fare ... la Pirata!


E sarà che tra poco... "andrò al mare"


che non me ne frega niente di tutto ciò.


Cheers.


venerdì 5 giugno 2009

Meglio di lui non può spiegartelo nessuno

L'Albatros

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

Charles Baudelaire

domenica 31 maggio 2009

La vita stessa


LA VITA STESSA

Ci siamo incontrati giù nella valle, dove il vino dell’amore scorre insieme a quello della distruzione
Là in quella curva di oscurità dove crescono i fiori della tentazione
Ho lasciato tutto agli altri, c’eri solo tu e niente altro
Eri così bella ai miei occhi, bella come la vita stessa

Eri la vita stessa, e scorrevi su di me
La vita stessa, il vento tra gli olmi neri
La vita stessa, nel tuo cuore e nei tuoi occhi
Senza di te non ce la posso fare

Sapevo che eri nei guai, tutti lo sapevano
Ti portavi dietro quel libriccino nero da cui cadevano tutti i tuoi segreti
Hai gettato al vento tutto, le ricchezze, la bellezza, la salute
Come se non sapessi cosa fartene, nè cosa fare della vita stessa

Eri la vita stessa, e scorrevi su di me
La vita stessa, il vento tra gli olmi neri
La vita stessa, nel tuo cuore e nei tuoi occhi
Senza di te non ce la posso fare

Perché le cose a cui teniamo di più con il tempo ci sfuggono
fino a farci diventare sordi alla musica e ciechi davanti alla bellezza di Dio?
Perché le cose che ci uniscono pian piano finiscono per dividerci
fino a che non cadiamo nella nostra oscurità?
Stranieri ai nostri cuori

ed alla vita stessa, che scorre su di me
La vita stessa, il vento tra gli olmi neri
La vita stessa, nel tuo cuore e nei tuoi occhi
Senza di te non ce la posso fare

E ora questo è per la strada
E questo è per la tua salute

E per la vita stessa, che scorre su di me

Life itself di Bruce Springsteen, magnificamente (per me) tradotta da un amico

giovedì 28 maggio 2009

Non si è geni per caso!


"Il sesso senza amore è un'esperienza vuota. Ma tra le esperienze vuote è una delle migliori."
(Woody Allen)

martedì 26 maggio 2009

Lucky


... Sono contento di essere un idiota. Sono contento di non sapere niente.
Sono contento di non essere ancora morto.
Quando mi guardo le mani e vedo che sono ancora attaccate ai polsi
mi dico che sono un uomo fortunato.

Charles Bukowski, Musica per organi caldi (1983)

lunedì 18 maggio 2009

Pro-memoria

... Hold on to your friends
Hold on to your friends
Resist - or move on
Be mad, be rash
Smoke and explode
Sell all of your clothes
Just bear in mind :
Oh, there just might come a time
When you need some friends
(Morrissey - Hold on to your friends)
Buonanotte, come d'abitudine.

venerdì 8 maggio 2009

E' davvero un cazzo fritto, la vita?

Spesso le parti migliori della vita erano quando non facevi assolutamente niente, stavi solo a rimuginare, a riflettere. Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.
Charles Bukowski, Pulp (1994)


Quando si è giovani, l'indifferenza più arida, le porcate più ciniche, si arriva a trovargli la scusa del capriccio passionale e chissà quale segno di un romanticismo inesperto. Ma più tardi, quando la vita vi ha mostrato per bene tutto quello che può esigere in cautela, crudeltà, malizia soltanto per essere mantenuta bene o male a 37°, ti rendi conto, sei informato, hai le carte in regola per capire tutte le stronzate che contiene un passato. Basta in tutto e per tutto contemplare se stessi e quel che si è diventati in fatto di schifezza. Niente più mistero, niente più ingenuità, ti sei mangiato tutta la poesia visto che hai vissuto fino a quel momento. E' un cazzo fritto, la vita.
Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte (1932)


Positivo e negativo. Pessimismo ottimistico. Ottimismo pessimistico.

Bene e Male.

( e fino a prova contraria il ca**o fa bene e il fritto fa male. Céline aveva capito tutto, che genio)


lunedì 4 maggio 2009

Don't you feel like you're a rider on a ...


... Downbound train?

I had a job, I had a girl
I had something going mister in this world
I got laid off down at the lumber yard
Our love went bad, times got hard
Now I work down at the carwash
Where all it ever does is rain
Don't you feel like you're a rider on a downbound train?
She just said "Joe I gotta go
We had it once we ain't got it any more"
She packed her bags
left me behind
She bought a ticket on the Central Line
Nights as I sleep, I hear that whistle whining
I feel her kiss in the misty rain
And I feel like I'm a rider on a downbound train

Last night I heard your voice
You were crying, crying, you were so alone
You said your love had never died
You were waiting for me at home
Put on my jacket, I ran through the woods
I ran till I thought my chest would explode
There in the clearing, beyond the highway
In the moonlight, our wedding house shone
I rushed through the yard, I burst through the front door
My head pounding hard, up the stairs I climbed
The room was dark, our bed was empty
Then I heard that long whistle whine
And I dropped to my knees, hung my head and cried

Now I swing a sledge hammer on a railroad gang
Knocking down them cross ties, working in the rain
Now don't it feel like you're a rider on a downbound train?

(No, I don't feel that way anymore, even if I suppose that train being still somewhere... I bless it and turn away and I feel like a stranger to all
Once upon a time I was that rider... Now, I'm riding and riding and riding ... and I'm happy because I chose not to hear that whistle whining anymore..
And sometimes I feel like I'm a rider on an invisible but powerful new train )

(Una canzone che ti strappa il cuore, con quella voce e quella chitarra in sottofondo.. Bruce, solo a te permetto tanto!)

venerdì 1 maggio 2009

1° Maggio


"Se i tre quarti della vita di un uomo non sono liberi dal lavoro, quell'uomo è uno schiavo"
(più o meno dice così, non me la ricordo bene..)
(F. Nietzsche)

Lavoratori... TIE'!!!!!!!!!!!!!!!!!



Buon Primo Maggio!

domenica 26 aprile 2009

My world is a beautiful place

(Saul Bass)

The world is a beautiful place


The world is a beautiful place
to be born into
if you don't mind happiness
not always being
so very much fun
if you don't mind a touch of hell
now and then
just when everything is fine
because even in heaven they don't sing all the time

The world is a beautiful place
to be born into
if you don't mind some people dying
all the time
or maybe only starving
some of the time
which isn't half bad
if it isn't you

Oh the world is a beautiful place
to be born into
if you don't much mind
a few dead minds
in the higher places
or a bomb or two
now and then
in your upturned faces
or such other improprieties
as our Name Brand society
is prey to
with its men of distinction
and its men of extinction
and its priests
and other patrolmen

and its various segregations
and congressional investigations
and other constipations
that our fool flesh
is heir to

Yes the world is the best place of all
for a lot of such things as
making the fun scene
and making the love scene
and making the sad scene
and singing low songs and having inspirations
and walking around
looking at everything
and smelling flowers
and goosing statues
and even thinking
and kissing people and
making babies and wearing pants
and waving hats and
dancing
and going swimming in rivers
on picnics
in the middle of the summer
and just generally
'living it up'
Yes
but then right in the middle of it
comes the smiling
mortician


(L. Ferlinghetti)


sabato 28 marzo 2009

Manifesto pro Veg di Olga in confronto al quale le parole della canzone degli Smiths sono una roba ridicola


Mi viene in mente una frase di Dio* che recita più o meno così: " se Dio non avesse voluto che mangiassimo animali, non li avrebbe fatti di carne" e ammetto che questa frase stupenda e cinica mi ha sempre fatto ridere e spesso l'ho usata in passato, quando incocciavo in discorsi con vegetariani e/o animalisti.

[la solita deficiente che sdrammatizza o evita discorsi impegnati citando battute altrui (l'altra frase che cito appartiene sempre al Dio succitato e riguarda la prova matematica che Dio non è un'entità femminile: "se Dio fosse femmina, lo sperma saprebbe di Nutella" - e con questa mi gioco la fascia Olga Oxfordian Manners World Champion 2009 ottenuta lottando peggio che ad una competizione ad eliminazione anche fisica tra 12.450 donne e un solo Hugh Jackman a disposizione, e mi sputtano in maniera sempiterna agli occhi del mio sparuto pugno di lettori, ma tant'è... berrò l'amaro calice e qualora iniziassi ad avvertire una sinistra aria di gelo e isolamento, gente che non mi scrive più, che mi toglie il saluto, che cancella i miei indirizzi, che fonda su Facebook il gruppo "Uccidiamo Olga lentamente a colpi di fichi maturi sulla fronte", che scrive OLGA E' UN PUTTANOIDE D'INAUDITE PROPORZIONI con la bomboletta sui muri di casa - i muri esterni, ovvio,s e fossero interni mi preoccuperei anzichenò - dicevo, per consolarmi ciuccerò una costoletta di maiale (attenzione alle sfumature: la ciuccerò, non la mangerò)].

..Poi, un bel giorno, scopro che la carne non mi piace granché. Non ne sento la voglia, così come non sento più il desiderio delle sigarette, quell'amore quasi clandestino e vergognoso e lacerante che ti spingeva, nel cuore della notte, a metterti di nuovo le lenti a contatto cercando di non accecarti con le unghie lunghe, lisciarti alla meno peggio i capelli, infilarti qualcosa di decente al posto del poco delicato pigiama viola a fantasia di cazzetti blu elettrico (e qua, anche gl'ipotetici ultimi due lettori, sento di averli persi per sempre), esporre il tuo corpo ad un brusco sbalzo - dall'ottimale temperatura sottocoperta al gelido schiaffo della notte scura, occhi che lacrimano, punta del naso crinata e guance ferite dalla lama dell'aria invernale - e bestemmiare nell'accorgerti che hai dimenticato gli spiccioli per il distributore automatico e che l'unica moneta nel portafogli è un'agghiacciante banconota da 50 euro e la macchinetta non dà resto oltre la soglia dei 3 euro, ma tu sei talmente innamorato, sedotto, soggiogato, affascinato, incantato (ovvero: inculato ben bene) dalle sigarette, che non esiti a trasformare in un istante 50 euro in aria velenosa.

Ho quindi fatto una specia di test su me stessa (è la seconda cosa** che mi piace di più al mondo, quella di fare esperimenti su me stessa e vedere che cacchio salta fuori, in ogni contesto e con tutti gli esseri umani che mi capitano a tiro): niente ciccia e niente latticini per una settimana.
Risultato: sto da Dio. Non mi sveglio più la mattina con quella sinistra sensazione kafkiana di essermi trasformata - durante il travagliato sonno - in un antropomorfico torcolo di merda (e fuori un altro lettore, e via andare...). Occhiaie sparite. Energia. Pelle luminosa. Intestino contento. Salute ritrovata.
E allora eccomi qua: Olga ha compiuto un ennesimo cambiamento, ha spezzato un'altra catena (perché questo è, alla fine, ciò che può succedere di più bello nella vita: non sprecarsi a priori in nome di legami che non si ha più la forza e il coraggio di mettere in discussione - per abitudine, per lassismo, per DIPENDENZA - aggiungo io, ma spezzare catene.
E' il mio nuovo hobby, spezzare catene, ovvero sfanculare certe presenze - anche umane, eh sì - parassitarie e uccidere abitudini subdole e falsamente piacevoli).
Ok, per farla breve: leggetevi il testo di Morrissey, perché, in fondo, se non mangio carne è anche per loro, gli animali, ovvero per tutti gli esseri viventi che vengono creati, allevati e distrutti per l'unica loro "colpa" di non essere uomini, e contemporaneamente esser fatti di ... carne.
Così la gente la smette di dire che sono un essere demoniaco nelle cui vene scorrono strani globuli che ad un ingrandimento al microscopio rivelano sembianze riconducibili al viso di Wanna Marchi, di accusarmi di essere un mostro mitologico tipo centauro, metà Olga e metà Stronza.
Così recupero anche il mio pugno di lettori in un colpo solo.
Quanto sono buona.
E lo credo: sono fatta di... carne! Haha.

* Dio = Daniele Luttazzi
** la prima cosa è talmente ovvia che non dovrei neanche sprecarci questa nota. Eh, sì... collezionare santini è la cosa più bella che una donna possa voler fare, altro che trombare ... ops, ho riperso in una botta sola tutti quanti i miei lettori. Che idiota...
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SVELAMENTO DELLA VERITA':
no, è che adoro Hitler.
Egli non fumava ed era vegetariano.
Un esempio per tutti.
E ora, dopo quest'ultima e aberrante affermazione, vi avverto che avete il dovere morale di uccidermi e cucinarmi con un rametto di rosmarino, una sfumata di vin bianco, un'ombra di timo e servirmi con un corposo Rosso Piceno superiore e un contorno di fave tenerelle tenerelle.
Mangiatemi e apprezzatemi ruttando.

mercoledì 11 marzo 2009

Un capolavoro


Bruce Springsteen - The Wrestler (il video)

E questa è la mia liberissima traduzione del testo:

"Hai mai visto un pony suonato in un campo, così libero e felice?
se hai visto quel pony, allora hai visto me.
Hai mai visto un cane con una zampa sola camminare per strada?
se hai visto quel cane, allora hai visto me.

Allora hai visto me, io che arrivo e mi fermo davanti ad ogni porta,
allora hai visto me, io che me ne vado sempre con qualcosa in meno rispetto a quando arrivo,
allora hai visto me, e puoi scommetterci: riesco a farti sorridere mentre il sangue colpisce il suolo.
Dimmi, amico mio, puoi chiedere di più?
Dimmi, puoi chiedere di più?

Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno?
se hai visto quello spaventapasseri, allora hai visto me.
Hai mai visto un uomo senza un braccio colpire nient'altro che aria?
se hai visto quell'uomo, allora hai visto me.

Allora hai visto me, io che arrivo e mi fermo davanti ad ogni porta,
allora hai visto me, io che me ne vado sempre con qualcosa in meno rispetto a quando arrivo,
allora hai visto me, e puoi scommetterci: riesco a farti sorridere mentre il sangue colpisce il suolo.
Dimmi, amico mio, puoi chiedere di più?
Dimmi, puoi chiedere di più?

Io, che mi allontano da tutto ciò che mi dà conforto,
non posso rimanere in questo posto, benché sia casa mia.
La mia unica fede è nelle ossa rotte e nei lividi che mostro.

Hai mai visto un uomo con una gamba sola provare comunque a danzare per essere libero?
Se hai visto quell'uomo, allora hai visto me."

Questa canzone è un capolavoro.

lunedì 9 marzo 2009

Dillo a lei, José...


"Sapremmo assai più della complessità della vita se ci fossimo applicati a studiare con determinazione le sue contraddizioni, invece di perdere tempo con le identità e le coerenze, le quali hanno il dovere di spiegarsi da sole".
(J. Saramago)

p.s.
post criptico sulla (fine di un') amicizia. Anni di amicizia. Una storia troppo lunga e inutile da raccontare.
Una di quelle storie dove il lettore salta il titolo, tutto il corpo del libro, l'epilogo e i ringraziamenti per soffermarsi volentieri su un'unica parola, priva di ogni ambiguità o contraddizione, posta dopo la parola "fine":

VAFFANCULO

[Wow, che sensazione di potenza, identità e coerenza!]